I droidi ci guardano e imparano

I “sistemi” esperti, considerati ormai primitivi, stanno lasciando il posto a quelli “non condizionati”. Pixel dopo pixel le intelligenze artificiali apprendono in simultanea e adeguano le loro reazioni a ogni novità. Gli occhi del robot mi fissano: sono occhi bionici che sembrano gli obiettivi di una doppia telecamera, montata su un ammasso di scatole di metallo e fili elettrici. Inizio a spostare la mia mano e il robot comincia a seguire il suo percorso, ronzando come un computer in sovraccarico. «Il robot ha capito che sto muovendo la mano?», chiedo. «Dipende da che cosa intendi per capire», mi risponde sorridendo Giuseppe Boccignone, esperto di robotica dell’Università di Salerno. Il robot vede un mondo che è come il nostro? Oppure è immerso in una realtà che a noi sembrerebbe totalmente diversa? E come ragiona sugli oggetti che vede? Di fronte al robot si iniziano a chiarire alcune delle mie domande. Innanzitutto, la macchina deve acquisire info...

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