Celle fotovoltaiche condivise
- giovedì, 15 gennaio 2009, 12:10
- In Evidenza, Scienza e Tecnologia
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Scoprire e isolare nuove molecole organiche che – combinate tra loro – possano convertire la luce in elettricità in maniera più efficace e meno costosa di quanto non riescano a fare le attuali celle solari basate sul silicio. Un progetto ambizioso che – grazie alla collaborazione tra Ibm e Università di Harvard – si propone come fiore all’occhiello delle energie rinnovabili. Per portarlo a termine, però, occorrerà analizzare uno per uno migliaia di materiali organici, individuando quelli più adatti alla creazione di celle fotovoltaiche di nuova generazione. Tempo computazionale stimato: 22 anni. Troppi perché il progetto abbia senso. Da qui, l’idea di avvalersi del Wcg (World community grid), il sistema di calcolo distribuito che – sfruttando il tempo di inattività di milioni di computer in tutto il mondo – ha già ottenuto risultati importanti, ad esempio, nella ricerca sul cancro e nella lotta all’Aids. Per dare una mano alla ricerca scientifica – in ...
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