Rifiuti? Ci pensa il Wall-e italiano
- giovedì, 15 gennaio 2009, 13:06
- Carousel, Scienza e Tecnologia
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Tutti credevano che Wall-e, l’ultimo personaggio uscito dal cappello della Pixar, lo studio della Walt Disney, fosse frutto della fantasia. Invece esiste per davvero. Già muove per la strada con agilità, spalanca il suo cassetto, carica i sacchetti e procede – grazie alla sua intelligenza software – verso il prossimo obiettivo. Siamo forse a Tokyo, la capitale della robotica? No, siamo a Peccioli, in Toscana. In queste stradine medievali, fra poco più di due mesi, il Wall-e italiano – concepito, nato e cresciuto alla Scuola Sant’Anna della vicina Pisa – si metterà sul serio al lavoro. Questo Comune di cinquemila anime, che sulla sua discarica si è già costruito una reputazione (e una ricchezza), si prepara nuovamente a innovare. Ancorché nella spazzatura. In realtà, i Wall-e debuttano in due modelli. Alla Sant’Anna li chiamano Dustbot: il primo, Dustclean, spazza da solo le strade e aspira i rifiuti. Il secondo, DustCart, che ha una vaga rassomiglianza ...
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